Ospedale Monselice - COVID 19

Marzo 2020.

Ad inizio dell’emergenza COVID 19, nel giro di pochi giorni sono tornati operativi, in caso di necessità, il Guicciardini di Valdobbiadene nel Trevigiano, il vecchio ospedale di Monselice nel Padovano e, nel Veronese, l'Orlandi di Bussolengo, il Chiarenzi di Zevio e l'ex civile di Isola della Scala. Grazie alla Protezione civile regionale (Associazione Nazionale Alpini compresa), che ha attuato a tempo di record la riapertura delle strutture dismesse, in modo da renderle disponibili per ospitare i casi di Covid-19 meno gravi o i ricoveri di pazienti con altre patologie.
Dopo i primi sopralluoghi, oltre alle varie realtà, sul campo anche le squadre di Protezione civile del 3° Raggruppamento ANA, composte ciascuna da un numero variabile di unità. «Centinaia di volontari ha spiegato l'assessore regionale Gianpaolo Bottacin che hanno garantito supporto logistico alle Ulss e ai Comuni. Tante le attività; dall'informazione alla popolazione, al trasporto di materiale sanitario e non. Montate le tende nelle principali strutture ospedaliere. Collaborazione alle operazioni di pre-triage e supporto negli aeroporti.
La pulizia a fondo e la riattivazione dei vecchi ospedali con l'ottica di avere disponibilità di letti ed accessori. Trattandosi di un piano di Protezione Civile, l'operazione è stata tarata sullo scenario peggiore, cioè all'eventualità che fossero necessari spazi aggiuntivi alle strutture che già erano funzionanti, per accogliere i contagiati che necessitavano solo di un ricovero in isolamento o i degenti di altri reparti che vengono temporaneamente svuotati, proprio a causa dell'emergenza infettiva.

I lavori sono stati eseguiti in pieno: riallaccio dell'energia elettrica, riattivazione degli ascensori, ripristino degli impianti termici e degli apparati per i gas medicali, pulizie, disinfezione, posizionamento di letti, materassi ed arredi. I tempi di ultimazione si sono annunciati fin da subito stretti, proprio perché i cinque ex presìdi ospedalieri prescelti sono stati quelli messi meglio in Veneto.
Il vecchio ospedale di Monselice era stato pensato come un'alternativa a Schiavonia. Ma non nel senso che sarebbero stati fatti dei reparti di Terapia intensiva, perché non tutti gli ospedali, specialmente quelli più vecchi, sono adatti dal punto di vista tecnologico a ricevere questo tipo di strutture. Potevano diventare adatti ad ospitare pazienti affetti da Coronavirus ma non da Rianimazione, a seconda delle caratteristiche.
I volontari sono stati all'opera per giorni qui e anche noi del TLC ANA Vicenza, ci siamo resi disponibili ad aiutare in questa fase logistica.

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