Bomba day 2014

Era stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 21 marzo 2014, la delibera del Consiglio dei Ministri con cui è stato dichiarato lo stato di emergenza nel territorio della provincia di Vicenza, in conseguenza del ritrovamento di un ordigno bellico inesploso nell'area dell'ex aeroporto militare di Vicenza «Dal Molin».
La bomba è stata ritrovata il 28 ottobre 2013, nell'ambito di una bonifica sistematica dell'area dell'ex aeroporto militare antistante la base militare statunitense. Si tratta di una bomba di aereo inesplosa da 4.000 libbre, caricata con 1.800 Kg di esplosivo e dotata di tre spolette di cui due armate. Le autorità militari avevano evidenziato che l'ordigno deve essere necessariamente disinnescato sul luogo di ritrovamento e un'eventuale deflagrazione avrebbe avuto effetti devastanti sugli edifici ubicati in un raggio di 4.000 metri in linea d'aria.
Il raggio successivamente è stato ridotto a 2.500 metri con opere di contenimento ma restavano coinvolte le abitazioni dei comuni di Vicenza, Costabissara e Caldogno, oltre alla base militare statunitense.
Di qui la necessità di dichiarare lo stato di emergenza per le operazioni di disinnesco, che hanno comportato l'adozione di notevoli misure di sicurezza, fra le quali l'evacuazione delle aree cittadine interessate, delle caserme e delle strutture di accoglienza, oltre alla sospensione dei servizi essenziali e della circolazione sulla viabilità.
Fissate per venerdì 25 aprile2014, a partire dalle 9, le operazioni dell'esercito per il disinnesco della bomba della Seconda Guerra Mondiale. Dal momento che in caso di esplosione si sarebbero verificati gravi conseguenze fino ad una distanza di 2.500 metri nei territori comunali di Vicenza, Caldogno e Costabissara, sono stati evacuati tutti gli edifici e tutte le strade ricadenti nello stesso raggio.
È’ stato necessario far evacuare dalle case circa 27mila persone, e l’operazione è stata supervisionata dal capo della Protezione Civile, prefetto Franco Gabrielli, oltre che dal sindaco-commissario per l’emergenza, Achille Variati. Alla fine tutto è filato liscio, per merito soprattutto - ha sottolineato Gabrielli - della professionalità degli artificieri dell’Esercito. Nel primo pomeriggio la rimozione delle tre spolette dell’ordigno e dell’esplosivo erano stati completati. La bomba è stata caricata su un camion dell’Esercito, e da lì trasferita verso una cava di Orgiano, nel basso vicentino, dove è stata completata la rimozione della carica esplosiva.
Le operazioni del genio militare, si sono dovute interrompere due volte, per la scoperta di persone che si trovavano ancora nell’area interdetta. Il Comune di Vicenza ha organizzato centri di raccolta per i cittadini, mentre i casi più delicati sono stati seguiti da residenze socio sanitarie. La grande attesa, fino al termine dell’emergenza, verso le 4 del pomeriggio, quando le campane della città hanno suonato a festa per informare gli “sfollati” che potevano rientrare a casa. Prima di riaprire i varchi che davano alle zone precluse, polizia e carabinieri hanno battuto a tappeto strade e quartieri, per accertare che non fossero in atto episodi di sciacallaggio.
L’UNITA’ DI PROTEZIONE CIVILE degli Alpini di Vicenza era presente alle operazioni di questa lunga giornata. Dall’evacuazione, ai varchi cittadini. Dai centri di accoglienza alla sala operativa creata in zona fiera.
La nostra squadra, oltre agli operatori dislocati in tutto il territorio coinvolto dal disinnesco, si è occupata della copertura radio e di fornire personale in sala operativa.

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